Ci sono storie che sembrano cambiare direzione. E poi ci sono quelle che restano fedeli alla stessa natura, semplicemente trasformandosi. Quella di Valentino Gagliotta è esattamente così.
Ex wrestler, quattro volte Campione d’Italia, abituato alla disciplina, alla resistenza e alla precisione del gesto, oggi porta la stessa energia in un altro campo: quello dell’impasto. Dal ring al forno, senza perdere mai la tensione verso l’eccellenza.
Classe 1988, dopo una carriera sportiva importante — culminata con il ritorno e la conquista del titolo italiano master nel 2025 — Valentino sceglie di mettere le mani in pasta, trasformando una passione in un progetto concreto.
Nasce così Cantina Smargiassa, nuova insegna in via Petrarca, che si inserisce con personalità in una delle zone più vive e panoramiche di Napoli.
Una new entry che è già una destinazione, sia per chi vive il quartiere, sia per chi attraversa la città in cerca di qualcosa di autentico ma non scontato.
Il progetto, ideato da Giovanni Kahn della Corte, porta con sé un’idea precisa: unire identità, tecnica e visione. E si percepisce subito.
L’impasto è il primo segnale chiaro. Biga al 50%, lavorazione tra le 48 e le 72 ore: un processo lungo, controllato, che restituisce una pizza leggera, fragrante, strutturata, con una digeribilità che accompagna senza appesantire. Una base che non è solo tecnica, ma linguaggio.
Vi raccontiamo la nostra cena degustazione: start con bollicine e una montanarina ben eseguita, che prepara il palato senza sovrastarlo.
Poi si entra nel cuore della proposta.
La Mortazza Glamour è dichiarazione d’intenti: fiordilatte, mortadella IGP e pistacchio si muovono in equilibrio tra golosità e misura, senza mai cadere nell’eccesso. È una pizza che gioca con il piacere, ma lo fa con controllo.
La Margherita riporta tutto al punto di partenza, con un richiamo diretto alla tradizione più autentica. Pulita, centrata, riconoscibile: qui si misura la mano di chi sa cosa sta facendo.
La Marinara invece sceglie una strada più decisa, con una nota d’aglio volutamente protagonista, che divide e allo stesso tempo definisce. Una scelta identitaria, non accomodante.
Poi arriva la Tartufo Spavaldo: crema di tartufo, fiordilatte, funghi freschi e crudo stagionato. Un insieme ricco, ma ben costruito, dove ogni elemento trova spazio senza confondersi. Il nome non è casuale: c’è carattere, ma anche equilibrio.
Il progetto si completa con un’idea interessante e sempre più rara fatta bene: l’abbinamento con vini selezionati. La “cantina” non è un dettaglio accessorio, ma parte integrante dell’esperienza. E qui si percepisce una volontà chiara di alzare il livello, senza perdere accessibilità.
Il finale, con le capresine — classica e al limone — chiude il percorso con semplicità e precisione, lasciando una sensazione pulita, coerente con tutto il resto.
Cantina Smargiassa non è solo una nuova apertura. È l’estensione naturale di un carattere. Valentino non ha smesso di essere un campione. Ha solo cambiato campo. E, a giudicare da questo inizio, la partita è appena cominciata.